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Gian Luca Rana: ponti d’oro all’estero, solo intoppi in Italia

Segnalato dall'amico Stefano Marini un'intervista da non perdere, fonte:

Per costruire un pastificio a Chicago ha impiegato 11 mesi, per fare lo stesso impianto a Verona 7 anni. 

Sembra ancora incredulo, Gian Luca Rana: «Avevo calcolato che, per andare in produzione a Chicago, sarebbero bastati 3 anni. Mi sbagliavo. Dall’acquisto del terreno all’avvio delle prime linee produttive ci sono voluti appena 11 mesi».

Verso un nuovo indulto ???

da noisefromamerika.org

Verso un nuovo indulto o amnistia

Si sta preparando un nuovo indulto (o una nuova amistia, vedremo) dopo quello che, nel 2006, fece uscire dalle carceri italiane circa 20.000 persone, un terzo della popolazione carceraria di allora. In Italia si aprono le carceri regolarmente circa ogni 6 anni (7 volte dal 1970 al 2006), quindi quello che si sta preparando era, in un certo senso, atteso. Da oltre 40 anni la motivazione è invariata: il sovraffollamento delle carceri. Mentre la questione viene dirottata, come sempre, in chiave pro o contro Berlusconi e mentre si perde tempo a discutere di sciocchezze come la lesa maestà, ci pare utile discutere delle seguenti tre domande: (1) Risolve il sovraffollamento? (2) Ci sono misure alternative? (3) Quali sono costi e benefici per la società?
Intendiamoci: il carcere è un'esperienza orribile, e il carcere sovraffollato è ancora peggio. Leggere il racconto di un anonimo malcapitato a San Vittore questa estate per credere. Dal punto di vista umanitario ha certamente senso proporre di far uscire dal carcere persone non socialmente pericolose, migliorando  sia la loro vita sia quella dei loro compagni che restano in strutture meno affollate. Ma i numerosi indulti italiani ci hanno insegnato che non è questo quello che succede.

1. Risolve il sovraffollamento ?

Primo, come uno di noi ha già mostrato su questo blog tre anni fa, il sovraffollamento è un problema cronico e gli indulti, nonostante la loro elevata frequenza (uno ogni 6 anni, non dimentichiamolo) non lo risolvono. In media il numero totale dei carcerati ritorna al livello “insostenibile” nel giro di un anno o due, come mostra la figura qui sotto riprodotta dal post linkato sopra (una linea verticale rossa significa un indulto o amnistia)
popcarceri
Pare quindi evidente che in Italia ci sia un problema strutturale: perché non si affronta il problema alla radice? Proviamo a suggerire come. Partiamo dall'osservazione che delle due l'una: o le nostre carceri sono inadeguate (rispetto a un "giusto" tasso di incarcerazione) o i giudici, applicando la legge, spediscono troppa gente in prigione relativamente a una "giusta" capacità delle carceri. Nel primo caso bisogna ampliare le carceri, inutile girarci intorno. Il tasso di incarcerazione in Italia, in effetti, non è tra i più alti in Europa, come mostra la figura qui sotto ripresa da questo articolo.
popcarceri-euro
Inoltre, gli studi sugli effetti dell'incarcerazione nel nostro paese trovano che un più alto tasso di incarcerazione causa una forte e significativa riduzione del tasso di criminalità via impossibilità a delinquere (quella che nella letteratura si chiama incapacitation; l'altro effetto possibile è un effetto di deterrenza). In altre parole: la prigione serve a ridurre il crimine in strada principalmente perché impedisce di delinquere. Troppa poca gente in prigione significa, ovviamente, troppi criminali fuori. Raccomandiamo l'interessante documentazione e analisi di Barbarino e Mastrobuoni The Incapacitation Effect of Incarceration: Evidence from Several Italian Collective Pardons. Questi risultati sono coerenti con la possibilità che il tasso di incarcerazione in Italia sia inefficientemente basso.

2. Ci sono misure alternative ?

Nel secondo caso, invece, si dovrebbero depenalizzare reati non socialmente pericolosi. Il primo e più evidente gruppo sono i reati per droga. Circa il 40% dei carcerati sono in carcere per violazione della normativa sugli stupefacenti (si veda per esempio questo rapporto dell'ISTAT del 2011). Molti di questi riguardano droghe leggere e coinvolgono quindi persone con un grado di pericolosità sociale prossimo allo zero. Inoltre di tutti questi, il 40% esce entro un anno, una specie di inutile porta girevole. Degli altri, solo il 30% beneficia di pene alternative al carcere, che andrebbero invece incoraggiate perché funzionano (si veda la relazione annuale al parlamento del dipartimento politiche antidroga, 2012). In Italia, in particolare, non si fa quasi alcun uso del braccialetto elettronico, mentre la ricerca ci dice che e' molto efficace. Depenalizzando le droghe leggere e usando, in generale, misure alternative di incapacitation si può ridurre di molto la popolazione carceraria senza alcun indulto e soprattutto, a differenza dell'indulto, in modo duraturo, e con effetti benefici sia sui criminali sia sulla società.

3. Quali costi e benefici per la società ?

Per quanto riguarda, infine, una valutazione costi e benefici dell'indulto, lo studio di Barbarino e Mastrobuoni citato sopra mostra che subito dopo la scarcerazione c'è un picco di crimini, il cui costo sociale (i danni arrecati da rapine e altri crimini gravi) è stimato intorno ai 150mila euro (a carcerato) contro un costo di 70mila euro pro capite di carcerazione. Giovanni lo spiega in modo non tecnico in questo articolo su Lavoce (insieme al suo coautore) e in questa intervista. La stima del costo sociale è probabilmente al ribasso perche non include crimini lievi come gli scippi, che non vengono considerati nei loro calcoli. Anche questo studio mostra che l'indulto del 2006 ha causato un aumento dei crimini in Italia. Se proprio un indulto va fatto, si dovrebbe essere selettivi su chi scarcerare, minimizzando il rischio di reiterazione dei reati. Questo non viene mai fatto quando si progetta un indulto. Se proprio bisogna farlo bisognerebbe farlo applicando un criterio selettivo che tenga conto dei rischi di recidiva.

I nostri tempi

Possiamo ironizzare a lungo su questa nostra generazione che s’indigna quando ai laureati fanno consegnare scartoffie o guidare taxi. Possiamo anche svergognare il razzismo dei giovani — pure progressisti, anticapitalisti, anarco-insurrezionalisti — che lascerebbero volentieri le basse mansioni ai coetanei egiziani e albanesi. Possiamo insomma  accettare con fair play il nostro destino più o meno infausto: ma non possiamo fingere che tutto questo non sia effettivamente traumatico. La retorica del “rimboccarsi le maniche” è facile, ma rimboccarsele davvero è doloroso. La verità è che le cose vanno dannatamente peggio del previsto, e noi siamo ormai troppo nobili per le mansioni che ci attendono; sensibili al dolore, cagionevoli di salute e fondamentalmente malvagi.

Indice di felicità dei paesi del mondo


Il sito di un progetto che misura l'indice di felicità nel mondo: happyplanetindex.org
(la mappa è interattiva !)

The index uses global data on life expectancyexperienced well-being and Ecological Footprint.


Each of these components is based on a separate measure:
Experienced well-being. 
If you want to know how well someone’s life is going, your best bet is to ask them directly. In this year’s HPI, experienced well-being is assessed using a question called the ‘Ladder of Life’ from the Gallup World Poll. This asks respondents to imagine a ladder, where 0 represents the worst possible life and 10 the best possible life, and report the step of the ladder they feel they currently stand on.
Life expectancy. 
Alongside experienced well-being, the HPI includes a universally important measure of health – life expectancy. We used life expectancy data from the 2011 UNDP Human Development Report
Ecological Footprint. 
The HPI uses the Ecological Footprint promoted by the environmental charity WWF as a measure of resource consumption. It is a per capita measure of the amount of land required to sustain a country’s consumption patterns, measured in terms of global hectares (g ha) which represent a hectare of land with average productive biocapacity.

Morto uno dei più grandi pezzi di merda della storia

Jorge Rafael Videla (2-8-1925 - 17-5-2013)
professione: Dittatore


Vi consiglio questo articolo / epitaffio: http://www1.ilmortodelmese.com/2013/05/jeorge-rafael-videla-1925-2013.html

oppure questo link: http://www.desaparecidos.org/arg/

è andato...




Da quando il nostro Paese è una Repubblica, Giulio Andreotti ha sempre fatto parte del Parlamento (dall’Assemblea costituente del 1946 fino a ieri). 

Gaia, il futuro secondo Casaleggio


interessante... (ha i sottotitoli in italiano)

la versione di Crozza

Statistiche mondiali sulla qualità della vita

Numbeo is the world’s largest database of user contributed data about cities and countries worldwide. Numbeo provides current and timely information on world living conditions including cost of living, housing indicators, health care, traffic, crime and pollution.

"Numbeo is a collection of Web pages containing numerical and other itemizable data about cities and countries, designed to enable anyone to contribute or modify content. Numbeo uses the wisdom of the crowd to obtain the most reliable information possible. Numbeo then provides you with a statistical analysis of the data collected. In addition, Numbeo provides a variety of systematic research opportunities for its readers with its compilation of worldwide information"

Sudditi o Cittadini

"Vi sono in Europa dei paesi in cui l'abitante si considera come un colono, indifferente al destino del luogo in cui abita. I più radicali cambiamenti sopravvengono nel suo paese, senza il suo concorso; non sa nemmeno con precisione di cosa si tratta; ne dubita: ha sentito parlare dell'avvenimento per caso. Ancora di più: la fortuna del suo villaggio, l'ordine della sua strada, la sorte della sua chiesa e della sua parrocchia non lo toccano affatto; egli pensa che tutte queste cose non lo riguardino in alcun modo, e che esse appartengano ad un potente straniero che si chiama governo.
Del resto quest'uomo, che ha sacrificato in modo così completo il suo libero arbitrio, non per questo ama più degli altri l'obbedienza. Si sottomette, è vero, al beneplacito di un impiegato; ma si compiace anche di sfidare la legge, come un nemico vinto, quando la forza si allontana. in tal modo lo si vede oscillare senza posa tra la servitù e la licenza.
Quando le nazioni sono giunte a questo punto, bisogna che modifichino le loro leggi e i loro consumi o che muoiano, perchè la fonte delle virtù pubbliche é come essiccata: vi si trovano ancora dei sudditi, ma non si vedono più cittadini."

Alexis de Tocqueville, 1835

Il consumo di energia


Qualcuno ha calcolato il consumo medio di energia per il tragitto quotidiano casa-lavoro; ovviamente stravince la bicicletta seguita dal percorso a piedi.

I delitti di Ludwig


Da un sito molto interessante http://www.misteriditalia.it/ la storia dei due terroristi di Verona (Ludwig).